ERNIA DISCALE

I  dischi cartilaginei, costituiti da un anello fibroso esterno e da un nucleo interno, separano levertebre spinali. Questo anello può rompersi, di solito in regione lombosacrale e cervicale, in seguito a processi degenerativi o traumatici; la pressione esercitata dalla colonna vertebrale forza sul nucleo polposo dalla parte di dietro e lateralmente oppure, dietro(postero)  dentro lo spazio extradurale, quando il nucleo comprime una radice nervosa, entro il canale spinale o a livello del forame  intervetebrale, insorgerà il dolore. La compressione, in genere avviene da un solo lato, ma se l’ernia è molto grande può essere in entrambe i lati.

Il dolore con tipica distribuzione radicolare; ovverosia, ad esempio se a soffrire è la 4^ radice della regione lombare(L4) questa evocherà dolore alla coscia posteriore, nonchè riduzione di riflesso rotuleo,

 può presentarsi in modo improvviso e anche in maniera invalidante, oppure che peggiora con il movimento. Con la manovra di Valsalva; ovvero tossire, ridere, sforzarsi durante la defecazione il dolore viene esacerbato. Nelle ernie lombosacrali lo stiramento delle radici nervose; ad esempio per sollevamento di una gamba estesa, può produrre dolore alla schiena; e similmente nelle ernie cervicali, flettendo il collo il dolore si acutizza.

La diagnosi si avvale di un’accurata indagine strumentale che svela in prima istanza un restringimento dello spazio  tra vertebra e vertebra(interventebrale) o mostrare segni di erosione tumorale, oppures egni della spondilosi o di spondilolistesi( scivolamento di qualche vertebra). L’esame elettromiografico(EMG) potrà rivelare modificazioni neuropatiche nei muscolo innervati dalla radice interessata. Nei casi dubbi, potrà essere molto utile una TAC del midollo.

L’approccio terapeutico si avvale di una terapia conservativa che consiste nel riposo a letto in posizione supina e su una superficie rigida, per  per un paio di settimane. Un conforto sintomatologico si può ottenere con la somministrazione di analgesici e di blandi sedativ. Se queste misure non sono efficaci; ovvero, se i disturbi permangono o si aggravano i segni  obiettivi di danno neurologico ad esempio, perdita di forza, deficit sensitivo ecc., di dovrà procedere ad un trattamento chirurgico che prevede la rimozione del disco e la funzione delle vertebre coinvolte oppure la decompressione della radice lesionata.

ERNIA DISCALEultima modifica: 2015-08-05T15:33:06+02:00da un_uomonormale3
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Commenti

ERNIA DISCALE — 5 commenti

  1. Buon pomeriggio Peppe lieta di leggeri su un argomento che abbraccio da mesi. Il mio passaggio è solo per dirti che malgrado ogni accortezza il rischio è sempre alto. Giustamente si può contenere ma mai eliminare del tutto. I fastidi del torpore e del non riuscire ad articolare liberamente le dita del piede persiste. Da cosa dipende? Un caro abbraccio

    • Il fatto erniario esiste. Bisognerebbe eseguire una Elettromiografia per verificare se c’è presenza di sofferenza della radice nervosa.
      Puoi riprendere un altro breve ciclo di BenexolB12 5000 fiale e lo associ con Tiobec da 400 mg. Ovviamente il problema rimane, si spera nella terapia conservativa.
      Vedi come vai, poi ne parliamo.
      Un abbraccio cara!

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