MALATTIA CELIACA

 

Questa malattia; che prende il nome di sprue non tropicale, o enteropatia da glutine o steatorrea idiopatica, è una malattia infiammatoria cronica della mucosa che riveste l’intero intestino tenue; ovvero, quel tratto di intestino lungo circa 7 metri ed è il tratto più sviluppato  in lunghezza. Esso è diviso in tre parti: il duodeno, il digiuno e l’ileocecale. Il tenue origina dal Piloro; ovvero, la parte terminale dello stomaco che ha il ruolo di regolare il transito del contenuto gastrico nel duodeno; che ne è la parte iniziale dellintestino tenue. Le pareti interne del tenue sono ricoperte da villi; ovvero microstrutture responsabili dell’assorbimento degli elementi nutritivi che vengono introdotti col cibo,  e da plichi circolari che allargano la superfecie del tenue, quindi favorire la digestione e l’assorbimento.

Il ruolo di questo lungo tratto intestinale è quello di portare a termine il processo digestivo che inzia dalla masticazione; ovvero dalla bocca. Il completamento della digestione avviene  tramite l’azione dei succhi enterici.
Bene, come detto all’inzizio, la mucosa che riveste quest’intestino per cause dovute a intolleranza al glutine determinando malassorbimento verso uno o più nutrienti, e ad essere colpiti sono in numero maggiore i soggetti maschili, e di qualunque  fascia di età.

Il glutine si sà, è un complesso proteico  presente in alcuni ceriali; ad esempio, il frumento, il farro, la segale, l’avena, spelta, kamut.  La GLIADINA che è la componente del Glutine nel frumento è la responsabile della patologia. Mentre, altre proteine con le stesse caratteristiche della Gliadina sono presenti nell’avena, nel kamut, spelta ecc.

La causa non è ancora nota, La malattia è relativamente ferquente, e la sua diagnosi viene soltanto formulata in una ridotta percentuale di casi rispetto a quelli realmente  esistenti a motivo dei segni o disturbi di scarso rilievo; spesso silenti; da quì i termini Celiachia silente,  Celiachia latente. Tuttavia non si escludono ruoli ambientali e immunologici, nonchè genetici. Il fattore causale predominante è il riscontro di presenza del glutine  nell’alimentazione; l’aspetto immunologico  viene avvalorato dalla presenza di anticorpi anti-gliadina e autoanticorpi anti- endomisio. L’aspetto genetico lo suggerisce  l’incidenza elevata della patologia nei parenti consanguinei, e dalla presenza dell’espressione genetica HLA-DO2.

Si suppone quindi che l’introduzione di alimenti contenenti glutine in soggetti geneticamente predisposti determini una risposta immunitaria a livello intestinale che causa infiammazione cronica e conseguente danno della mucosa consistente nell’appiattimento fino alla scomparsa dei villi intestinali. L’astensione dal glutine ripristina in breve tempo la normalità   La malattia può insorgere in qualsiasi periodo della vita; molto spesso, si manifesta  tra il sesto e il dodicesimo mese, vale a dire all’epoca dello svezzamento , quando il bambino  passa da un’alimentazione  esclusivamente lattea ad un’alimentazione includente cibi  che contengono glutine. Ma può insorgere anche più tardi e sebbene  sia più frequente  che i soggetti adulti  colpiti abbiano  già avuto  il morbo celiaco  durante l’infanzia , questo può trasformarsi senza alcun precedente anamnestico tra i 30 e i 60 anni di età con massima incidenza intorno ai 40 anni. Quando  l’esordio si verifica nell’infanzia  è più severo e acuto e si caratterizza con diarrea e numero di scariche  piuttosto elevato; soventi le feci sono stetorroici; ovvero, assumono il colore chiaro e abbondanti, untuose e puzzolenti. Alla diarrea si accompagna il vomito spesso incoercibile che induce facilmente alla disidratazione e acidosi. Si instaura un rapida perdita di peso, e anche la crescita subisce l’arresto dello sviluppo; a volte ritarda lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari. Sopra ho descritto la diagnosi in ordine alla presnza di anticorpi, ma l’esame più attendibile è l’esame istologico della mucosa intestinale, in cui si nota l’atrofia dei villi. L’emocromo riferisce  anemia, piastrine alterate(trombocitosi), verosimilmente correlata ad ingrossamento della milza(splenomegalia). Non di rado gli enzimi epatici(transaminasi) sono alterati.

La terapia prevede di evitare, in questi pazienti, l’uso del latte. Una buona percentuale( circa 80%) risponde bene con una dieta aglutinata. E coloro che non rispondono appieno con la sola dieta, rispondono di solito ai corticosteroidi(cortisone).

 

 

 

MALATTIA CELIACAultima modifica: 2015-08-27T16:59:34+02:00da un_uomonormale3
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Commenti

MALATTIA CELIACA — 4 commenti

    • Sulle etichette dei prodotti alimentari per celiaci c’è l’obbligo di fornire con chiarezza tutto ciò che riguarda quel prodotto, a cominciare del peso netto del prodotto in essere, in bellavista la scritta” Senza Glutine”; oppure a basso contenuto di Glutine, se il prodotto è in polvere, se trattato, se congelato ecc. Poi, tutti gli ingredienti denominati con immagine e percentuale….e altro ancora, a tutela del soggetto celiaco.
      Ottima serata amico mio!

  1. Pare , secondo alcuni studiosi di antropologia, che questa malattia esista da tempi lontanissimi, fin da quando l’uomo, da cacciatore e raccoglitore nomade, diventò stanziale ed iniziò a coltivare i cereali e a farli entrare nella sua dieta abituale, mentre prima era un cibo occasionale. Dovette adattare il suo organismo ad un dieta talmente diversa che il suo intestino si ammalò. Secondo questi studiosi questo adattamento non è ancora completato neanche ai giorni nostri, solo che alcuni sono ancora soggetti a questa malattia, che esiste da sempre, ma solo da poco è stata riconossciuta come tale e soprattutto ne hanno scoperto le cause e come evitarla. Ultimamente penso sia anche diventata un business.
    Ciao Peppe, per fortuna non so nulla di questo male. Buona serata Dottore.

    • Se sia diventata un business, non so dirti; o meglio, per motivi logistici mi astengo dall’esprimere un parere. Da addetto ai lavori potrei avanzare un ipotesi strambalata che fa sedere sul banco degli imputati le numerose modifiche effettuate sul grano, e che per geni di alcuni individui si è rivelato sensibile a mutazioni,
      In una certa percentuale di casi…ahimè, tanto più elevata e quanto più tardiva è la diagnosi di celiachia, questa malattia può evolvere verso l’insorgenza di neoplasie.
      Ciao Giovanna, trascorri una bella serata !

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