SI PUO’ CONTRASTARE IL PROCESSO DI INVECCHIAMENTO ?

Quanto seguirà, non è farina del mio sacco, e neppure un copia incolla. E’ l’esito di un testo che casualemente mi sono trovato fra le mani, e mi ha incuriosito. In esso, l’esordio dice che la maggior parte di noi ritiene l’invecchiamento un processo geneticamente predominante, che sfugge al nostro controllo. Ammiriamo quelle persone che a ottant’anni e anche oltre sono ncora sane e vigorose e scuotiamo la testa quando vediamo cinquant’enni che mostrano già una faccia stanca.

Le recenti conquiste scietifiche  indicano però che in realtà  possiamo prendere delle misure per regolare il nostro processo di ivecchiamento. James Fries, docente di medicina  preventiva alla Sanford University Medical School, ha detto che l’essere umano, così come altri animali vanno soggetti alla perdita delle loro funzioni fisiologiche man mano che invecchiano. La capacità del cuore e dei polmoni di trasportare l’ossigeno nel sangue  ai vari organi diminuisce. I reni  perdono gradualmente la forza di filtrare i veleni presenti nel sangue. Le energie calano. La memoria a brve termine e la capacità di analizzare situazioni complesse, risultano compromesse. Anche la vista, con l’avanzare dell’età diminuisce, e l’udito si indebolisce e la cute prede la sua fisiologica elasticità. Bene, secondo il dottor James Fries  non ci si deve scoraggiare, in quanto tutte queste caratteristiche appena elencate , possono essere modificate tramite la nutrizione, le abitudini di vita e i fattori ambientali. I professori Irwin Rosembreg e William Evans dell’università di Boston  specializzati in nutrizione  umana sull’invecchiamento, ritengono entrambi che i cosiddetti marcatori biologici dell’invecchiamento possono essere tutti migliorati controllando tutti i propri geni. Dicono in merito:” E’ possibile adottare modelli alimentari e provvedimenti che innalzano di parecchio la capacità di invecchiare molto più lentamente”.

In buona sostanza assumendoci la responsabilità di invecchiare in buona salute, non solo arricchiremo un beneficio a noi stessi, ma contribuiremo a ridurre spese inutili al sistema sanitario.

Agli inizi del 1900, solo il 4% della popolazione americana aveva più di 65 anni, Oggi, gli ultrasessantacuenni hanno scavalcato la soglia  del 13%. Alla nascita l’aspettativa di vita è passata da 47 anni del 1900, agli attuali 76 anni e oltre. I gerontologi affermano che nel 2050 la vita media sarà di 83 anni.

Se prevediamo di vivere più a lungo, dobbiamo anche pensare a come vivere più sani man mano che invecchiamo. L’incidenza di numerosi disordini di natura cronica, come artrite, demenza, ipertensione, ictus ed enfisema sta diminuendo. Il calo di malattie nell’età avanzata è stato attribuito a una combinazione di fattori, come stile di vita, alimentazione e ambiente, nonchè a una migliorata assistenza medico-sanitaria a favore degli anziani. Non bisogna accontentarsi di starcene tranquilli su una sedia a dondolo, e di giocare a tre sette tra amici, ma secondo la nuova gerontologia si deve viaggiare, coltivare interessi, restare attivi, praticare sport dolci e tornare a studiare per apprendere nuovi argomenti. Ebbene, per raggiungere quest’obiettivo non basta  non avere malattie, ma richiede una capacità  funzionali superiori.

Il dottor John Rowe afferma: ” Vi sono differenze qualitative e quantitative fra i fenomeni che si accompagnano all’invecchiamento e i fenomeni patologici legati a malattie – lo stato di salute e le condizioni funzionali nell’età avanzata sono sempre più considerati come qualcosa che è sotto il nostro diretto controllo. L’impegno è quello di aumentare le probabilità per gli anziani non soltanto di evitare le mlattie e l’invalidità, ma anche di invecchiare in buona salute, quindi con successo”.

Qual’è la soluzione ? Secondo il professor  Fries, consiste nel conservare delle riserve funzionali negli organi, in modo che questi possano resistere agli inevitabili stress esistenziali, in grado di provocare malattie e declino funzionale. E’ notorio, che i giovani posseggono in ogni organo notevoli riserve funzionali superiori  al loro stesso fabbisogno. Quando il loro organismo è sottoposto a sollecitazioni a causa di processi infettivi, traumi o altre lesioni in modo da rimanere indenni. Con l’vanzare dell’età, è ovvio che queste riserve vanno diminuendo, e gli stress che anni prima si riusciva a superare mobilitando le riserve, adesso hanno il sopravvento e producono la “malattia” dell’invecchiamento. Secondo gli studiosi sopra citati, è possibile riacquistare le riserve perdute, attraverso un giusto programma per favorire la salute, in accordo con le esigenze di natura genetica.

Secondo un articolo  su un auterevole gironale; il Brtish Medical Journal si legge: ” Considerando le malattie nel loro insieme, il tasso totale di mortalità in paesi industrializzati come la Gran Bretagna, è 50 avolte maggiore all’età di 80 anni che a quella di 20. Perchè ?  Quali sono i meccanismi biologici  responsabili di una differenza  di mortalità così notevole fra anziani e giovani ? Il fatto che un numero così elevato di importanti malattie  è più diffuso tra anziani che non fra i giovani, lascia sottintendere forse che debba esserci qualche processo biologico diffuso, chiamato “invecchiamento”. La risposta, soprattutto per il cancro, per gli studiosi di cui sopra è: “Non deve essere così!”.

Un ltro autorevole professore americano, ha descritto il ruolo complesso della genetica nello stabilire la durata della vita, i quadri di salute e di malattia. Egli sottolinea:” Le ricerche approfondite, condotte negli ultimi decenni, indicano che per quanto riguarda la durata della vita l’ereditarietà conta relativamente. I nostri geni modificano il funzionamento  del nostro metabolismo in risposta a determinati fattori, connessi con le situazioni ambientali e lo stile di vita. Il fatto che in età  molto avanzata l’ereditarietà dell’aspettativa di vita conti relativamente, e la penetranza variabile dei fattori di rischio genetici, significano che la scelta dello stile di vita condiziona profondamente le conseguenze dell’invecchiamento”-

E’ di pubblico dominio il fatto che le persone in età molto avanzata vengono spesso accusate di pesare  eccessivamente sui servizi sanitari a causa dei loro malanni e delle loro infermità , facendo lievitare vertiginosamente i costi assistenziali sanitarie. Ebbene, secondo alcuni studi  recenti, questa convinzione è del tutto errata, in quanto il costante aumento dei costi  non è da attribuire alla vecchiaia in sè per sè, ma la responsabilità  ricade piuttosto su quelle persone  che sono in cattive condizioni di salute, e si avviano  verso una morte prematura. E ancora, un altro gruppo di medici olandesi scrivono:” E’ NOSTRA OPINIONE CHE LA VECCHIAIA  SIA UN FORMIDABILE INDICE  DELLA SALUTE DI UNA POPOLAZIONE, E CHE NON DEBBA ESSERE STIGMATIZZATA COME UNO SPRECO O UN PESO PER LA SOCIETA’. LA NOSTRA IPOTESI E’ CHE SIA LA MORTE, PIU’ CHE LA VECCHIAIA, A COMPORTARE COSTI ELEVATI”.

In conclusione, lo studio di questi studiosi offre a considerare l’importnza dei nostri geni nel corso dell’intero processo di ivecchiamento, La signora Ella Scotchmer sebbene i concetti della nutrizione genetica non le siano noti è riuscita in tale programma. Oggi ha 102 anni, pienamente autonoma e attribuisce la sua longevità a una alimentazione sana e al fatto di non avere mai avuto risentimenti per nessuno. La signora insegna in un centro per anziani e fa volontariato.

In buona sostanza, la signora Ella Scotchmer ha fatto in modo che i suoi geni che ha avuto in erdità  venissero espressi in un fenotipo sano per più di un secolo, e questo non conoscendo nulla di biologia molecolare della cellula.

SI PUO’ CONTRASTARE IL PROCESSO DI INVECCHIAMENTO ?ultima modifica: 2015-08-28T19:06:18+02:00da un_uomonormale3
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Commenti

SI PUO’ CONTRASTARE IL PROCESSO DI INVECCHIAMENTO ? — 16 commenti

  1. Ciao Peppe. .
    Splendido questo excursus tra ricerche e teorie! Sono fermamente convinta che vivere più a lungo debba coincidere con una qualità migliore della vita. . E se possiamo metterci del nostro per realizzarla ne sono davvero felice. Anche convinta che è in gioventù che dobbiamo cominciare! Mi eccheggiano ancora nelle orecchie gli ammonimenti di mia nonna. . Non fare così. . altrimenti da vecchia. .
    Un caro saluto e un affettuoso abbraccio. . Rosa

    • Naturalmente è un percorso che deve iniziare nella fase post-puberale, e questo trova il suo significato nella consapevolezza che ognuno di noi siamo in possesso di vaste gamme di funzioni, a seconda del come abbiamo trattato i nostri geni, col nostro stile di vita, con le situazioni ambientali che abbiamo scelto…
      Un abbraccio Rosa !

  2. Non è facile commentare questo post, che si legge con molto interesse, anche se i vari studi che tu elenchi non dimostrano nulla dal punta di vista scientifico, parlano di controllo sui geni, senza spiegare come, nè come intervenire per portarli a comportarsi in modo diverso con l’alimentazione, ma da sempre si sa che cattivi stili di vita sono spesso causa di malattia e di invecchiamento precoce. Tu porti l’esempio di questa centenaria e sottolinei che ha vissuto mangiando bene e senza stress, l’esatto contrario di come vive la maggioranza della gente, mangiando male, sempre di corsa e in lite col mondo intero. Curioso, molto curioso davvero, anche se con le innumerevoli diete che ci vengono proposte quasi quotidianamente, non si sa davvero più che mangiare.. Ciao Peppe, un abbraccio grande!

    • Mia cara, se non è facile commentare questo post, figurati se è facile per me esprimere una spiegazione degna di questo nome. Come detto all’inizio ho riportato quanto letto in un testo. Ciò che posso dire di mio, è che noi esseri umani, consistiamo di elementi così strettamente correlati che nessun singolo elemento può considerarsi apprezzato se separato dagli altri. Si sa che l’organismo è costituito di organi, e che gli organi sono costituiti da tessuti, e che i tessuti sono composti da cellule, e che le cellule sono formate da molecole. E questi sistemi sono straordinariamente organizzati che comunicano fra essi con molti livelli di coordinazione: ad esempio, le molecole portano i messaggi da un organo all’altro e da una cellula all’altra, e che i tessuti sono delineati e integrati con altri tessuti attraverso membrane acellulari; ovvero, che non sono formati da cellule
      e che acquisiscono la loro identità tramite il contatto con altre cellule. Sappiamo pure che originiamo da una sola cellula dentro cui stava contenuto il codice genetico che lo spermatozoo del padre e l’uovo della madre contenevano. A motivo della molteplicità di eventi che viviamo nel corso della vita influenzano e modificano le caratteristiche dei nostri geni che si esprimono in ogni nostra singola cellula, nei nostri tessuti e nei nostri organi. Si voglia per eventi ambientali, per insulti da stress, condizioni climatiche fredde, calde, esposizione a tossine. E vi sono casi che le variazioni espressive dei geni rispecchiano esattamente i cambiamenti del nostro fenotipo, alchè, nascono le malattie e svilimento di salute.
      Ecco, mia cara, fin quì c’arrivo. Oltre la penso come te.
      Un caro abbraccio!

  3. Bellissimo questo post.E’ arrivato,come si suol dire a fagiolo per la ricorrenza della settimana.Una sana alimentazione,lo sport,i nostri affetti e le nostre dedizioni sono fondamentali per contrastare l’invecchiamento.Non bisogna mai avere timore di invecchiare,ci sono degli elementi che ci permettono di catalogare tutto il tuo post:iniziare da giovani a salvaguardare la nostra Vita.

    • Grazie del complimento, ma come scritto all’inizio l’ho tratto da un testo; quindi ne sono “l’intermediario”….poco convinto, in realtà.
      Per esempio, molte persone sono convinte che il processo di invecchiamento conosce un segreto; ovvero quello di proteggersi dal calo ormonale; in primis gli ormoni che accostiamo alla giovinezza: il Testosterone maschile e gli estrogeni femminili. Il presupposto è, che poichè i giovanotti hanno livelli maggiori di ormoni rispetto agli anziani, la somministrazione di dosi supplementari di ormoni manterrà giovani pure gli anziani. Ma questa strategia ha valenza soltanto sotto il profilo della funzionalità per individui di una certa età. per le donne, ad esempio può essere valido e di aiuto per conservare la densità ossea, quindi la prevenzione dell’osteoporosi, o ridurre rischi cardiovascolari. E lo stesso vale per gli uomini in età avanzata, la cui supplementazione di testosterone migliora la muscolatura e la qualità della vita – attenti anche a prendere con le molle questa ipotesi-

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