UN NUOVO ORGANO NEL NOSTRO ORGANISMO: IL MICROBIOTA

 

Qualche decennio fa si pensava che l’intestino fosse in qualche modo il contenitore  dentro cui fluivano tutti gli enzimi, succhi  digestivi e poi che era l’organo dell’assorbimento. Oggi si è visto che dentro questo complesso organo, che comincia dalla bocca e termina con l’orificio anale; lungo 8 metri, vi è un altro organo che si chiama Microbiota intestinale che è un vero e proprio ecosistema che comprende moltissime specie microbiche e che è parte strutturale dell’apparato digerente. C’è il microbiota cutaneo, il microbiota respiratorio e  un altro molto importante cjhe è il microbiota genito-urinario. Però diciamo che il più studiato è il microbiota intestinale;  se non altro è facile pensare che un organo così lungo dove tutti i giorni entra del cibo, entra dell’acqua. E questo microbiota intestinale ormai si conosce e lo si studia da quasi vent’anni. Quello che è più impressionante per un medico è la quantità di novità che continuamente escono fuori in letteratura scientifica. Basta pensare che non c’è mese in cui  una delle grandi riviste:  MedicalNetwork, e altre di notevole importanza, pubblica qualche cosa di sbalorditivo, facendoci rilevare che le nostre attuali conoscenze erano e sono limitate. Innanzitutto, abbiamo detto, che è un complesso ecosistema; un vero e proprio organo e, in proposito è bene eliminare il nostro concetto di “Organo”; noi pensiamo al fegato, al cuore ecc., mentre questo è un organo distribuito in miliardi di piccole cellule che comunicano fra loro in continuazione e ognuna di loro ha un’attività specifica. Per capire bene cos’è il Microbiota si può  fare un paragone a una città che è composta da polizia, carabinieri, vigili del fuoco, medici, operai, idraulici, lettricisti. Ecco, questo è il Microbiot; tantissime comunità microbiche dove ognuno svolge il proprio compito. Però, il concetto fondamentale è, che non vi è una popolazione che domina sull’altra e che dobbiamo rimettere a posto per stare bene.

So bene d’aver fatto un esempio un po’ banale, ma è come dire che se tutti facessimo i pompieri la città non andrebbe avanti. Quindi per capire bene dobbiamo capire che vi sono migliaia e migliaia di specie microbiche; virus, batteri, miceti, eucarioti ecc. che comunicano fra loro e devono mantenere un equilibrio che si chiama EUBIOSI; ovvero, un buon rapporto relazionale fra specie ma anche col nostro organismo.

Chiaramente, uno può avere un microbiota perfetto in termini individuali, però contrasta con l’organismo. Quindi,  la vera EUBIOSI, è un microbiota perfettamente composto che comunica perfettamente  con un organismo ben equilibrato.

Ovviamente, con il termine EUBIOSI sappiamo ancora pochino. Uno può dire :” Io mi sento eubiotico”, volendo significare che in questo momento si sente bene, si sente sereno, ma che però, dentro di lui sente di avere un microbiota che è disbiotico nel futuro. Esempio per farmi capire. Quanti di noi hanno familiarità  per il diabete, per  carcinoma nell’apparato digerente; noi sappiamo bene quanto il microbiota sia responsabile : quindi, un’EUBIOSI momentanea che però potrebbe essere pericolosa per lo sviluppo di malattie. Quindi, bisogna capire anche quì cosa vuol dire EUBIOSI, guardndo soprattutto al futuro. Qualche novità che è emersa in letteratura scientifica, è ad esempio che noi( medici ) pensavamo che lo stomaco  fosse un organo sterile. Lo stomaco produce tutti i giorni acido cloridrico e si riteneva non fosse abitato da nessuna specie, se non soltanto dall’Elicobacter pylori, che fa parte a tutti gli effetti del Microbiota e che è un batterio che colonizza lo stomaco, in certe condizioni, e che ne favoriscono  la trasformazione in patogeno. Sappiamo infatti, che è la causa di ulcera, gastrite, ed, ahimè, di carcinoma allo stomaco. Bene, questo microbiota è èresente anche nello stomaco.

Dati più recenti dicono che oltre all’Elicobacter pylori; che va sempre eliminato quando dventa patogeno, vi sono altre specie: lattobacilli, miceti particolari; diciamo una folta comunità che prima non si riusciva a misurare, perchè, il vero problema del microbiota che quasi sempre è composto da specie, abituata a vivere in ambiente ostile; perchè, se ci pensiamo bene, l’apparato digerente è ostile, perchè l’acido cloridrico nello stomaco è molto lesivo, la bile è molto lesiva, i succhi pancreatici  sono molto lesivi, per cui, queste specie si sono dovute abituare a vivere  in un posto ostile, per cui, spesso nelle piastre di coltura dove si mettono in genere per andarle a cercare, non crescono. Questo è un motivo  per cui si hanno tanti dati è perchè le nuove tecniche  di microbiologia mlecolare ad alta resa hanno fatto vedere che vi sono batteri che non crescono ma che in raltà sono presenti. Allora. primo concetto, lo stomaco non è sterile come si pensava una volta, ma è popolato anche lui da specie molto prticolari e si sta tentando di capire che ruolo hanno; lo dico, sperando di riuscrire a farmi capire,  quando l’Elicobacter pylori dà il suo primo danno si sviluppa quella che si chiama Metaplasia intestinale; cioè, danneggia lo stomaco e lo stomaco si trasforma in un altro epitelio; ebbene, in quel momento comincia a sviluppare il tumore dello stomaco, che, secondo dati recenti forse dovuto a batteri e miceti che arrivano in quel momento, quindi i veri responsabili del carcinoma dello stomaco. E’ come se l’Elicobacter Pylori fosse il primo attivatore e poi  seguito da altri che continuano questa cascata. Altri concetti. Sappiamo che l’intestino tenue che è la parte centrale e che non si riesce  studiare con la gastroscopia o con la colonscopia; sia pure sappiamo cosa  ci sia in quei miliardi di quantità di funzione. Ebbene, in questo tratto esiste una complessa comunità fatta da batteri, da miceti, da virus da microcarioti. Nelle altre parti del mondo  si vive un un ambiente super igienizzato e tuttavia dobbiamo pensare che un’altra popolazione mondiale non vive come noi, ma dove l’cqua è poco potabile e il cibo è deficitario di nutrienti, si è visto che il microbiota di chi vive nei paesi occidentali e il microbiota di chi vive  in zone in via di sviluppo e poco igienizzato, è molto diverso proprio perchè nei paesi in via di sviluppo vi sono dei protozoi, parassiti ed elminti( i cosiddetti vermi ), che abbiamo perso perchè facevano parte del microbiota  dell’uomo preistorico. Probabilmente queste comunità microbiche che noi abbiamo perso avevano un ruolo molto importante nel nostro sistemma immunitario. Infatti, oggi, si ritiene che in un mondo iperigienizzato si hanno più malattie immunoallergiche che sono tipiche del mondo occidentale, perchè, queste specie; attenzione, non soltanto i batteri ma anche i virus, i miceti, vanno continuamente a modulare il microbiota intestinale e immunointestinale.  Ed è da quì che nasce che stanno venendo fuori nel bambino appena nato. Infatti, si riteneva che il bambino appena nato fosse sterile e poi si contaminava progressivamente nel tempo e si contaminava dall’ambiente esterno; in qualche modo dal microbiota della vagina della madre, dalle mani dell’ostetrico, papà, mamma. Ebbene, cosa si è visto nella realtà dei fatti ? Si è visto che il bambino quando nasce è già contaminato; perchè? Già a livello placentare ci sono batteri della mamma che cominciano a colonizzare il bambino; colonizzano tramite il cordone ombelicale; quindi, il bambino appena nasce ha una piccola comunità microbica, poi, man mano che passa il tempo, soprattutto nella fase dello svezzamento, che è la fase più importante della vita di un bambino perchè, quando le varie comunità microbiche che arrivano dall’esterno vanno a colonizzare l’intestino. L’intestino in quel momento ha un sistema immunitario che non è sviluppato, e sono proprio queste comunità microbiche che lo fanno sviluppare, per cui, l’organismo, l’intestino, il sistema immunitario, tollereranno quelle specie microbiche che lo hanno colonizzato nei primi 2-3 anni di vita. Questa fase dello svezzamento dei primi 24 mesi è fondamentale perchè è quella che determinerà la risposta immunologica in tutta la nostra vita. Farò un esempio per marcare di più, quanto sia importante questa fase di vita. Esistono modelli  animali che dimostrano, che se prendamo un animale che sviluppa obeistà, colite ulcerosa, diabete ecc., e prendiamo il microbiota delle mamme e lo mettiamo in altri tipi di animali  perfettamente sani; ovvero,  con nessuna malattia, quei piccoli animali svilupperanno quella determinata malattia, come a dire, che, forse il gene dell’organismo sono relativamente poco importanti; quello che è importante è, che cosa ha fatto attivare quel gene. Sappiamo bene che tutti noi abbiamo un patrimonio genico smisurato ma non è che sviluppiamo tutte le malattie potenzialmente presenti nel nostro corredo genico, e questo si chiama epigenica; cioè, quel qualcosa che fa sviluppare i geni  che noi non abbiamo, e il microbiota pare sia importantissimo. Quindi, il primo messaggio è, che la fase fondamentale per il raggiungimento di EUBIOSI sono propirio i primi 24-36 mesi di vita. E’ calcolato che per avere uno sviluppo perfetto, in qualche modo dovremmo seguire quello che la natura ha programmato per noi: fondamentalmente la nascita, se possibile, attraverso un parto vaginale e, sempre se possibile, evitare il parto cesareo. Un altro concetto fondamentale è allattare al seno, evitare; sempre se è possibile, il latte artificiale, perchè, l’allatamento al seno fornisce un latte che non può essere paragonato a qualsiasi latte artificiale che deve dare delle calorie; il latte materno dà molte cose, e al suo interno vi sono dei prebiotici; ovverosia, orgnismi vivi che sono il nutrimento dei probiotici( fermenti ) deputati al rafforzxamento dell’attività gastrointestinale. E questi prebiotici vengono utilizzati dai batteri intestinali buoni per crescere, quindi, l’allattamento al seno è cruciale per sviluppare questo microbiota perfetto. E’ in più, il latte materno, contiene tante altre sostanze ad azione antiinfettiva che servono, appunto, per evitare che alcuni batteri cattivi possano sopracrescere. Un altro concetto fondamentale è di evitare al bambino di crescere in quella cappa di vetro; voglio dire, che nella natura dell’uomo non è previsto che un bambino cresca su un tvolo sterile senza contatti con l’esterno; il bambino deve, ovviamente, e compatibilmente con le logiche, delle norme, ma deve potere avere contatto con l’esterno, poichè, ancge tramite il contatto si stabilisce un microbiota che è presente nell’ambiente e che deve colonizzare l’apparato digerente. L’altro punto fondamentale che lascia sbalorditi, è che se un bambino prnde delle dosi sub-ottimali di un antibiotico nei primi 24-36 mesi di vita, sarà destinato a un rischio enorme di sviluppare obesità in età adulta. E questo perchè? Perchè, una sostanza che può essere tossica per il microbiota può selezionare un microbiota particolare che poi rimarrà nell’intestino di quel bambino per tutta la sua vita. Questo microbiota che si seleziona nelle prime fasi della vita si chiama mcrobiota nativo; ovvero, il cuore del microbiota che non potrà mai più essere modificato nella nostra vita. Si può cambiare la dieta. Sappiamo bene che la dieta è fondamentale perchè, in qualche modo il microbiota si adegua a quello che gli arriva, però, è anche vero, che il microbiota nativo, lo si porterà dietro tutta la vita. Quindi, evitare- se possibile -, nei primi anni di vita gli antibiotici. Altro punto, e credo sia un’altra cosa sbalorditiva, e cioè, se nell’intestino esistono migliaia di specie di miceti, virus, batteri, noi li possiamo modulare con l’antibiotico terapia ? Beh, partiamo dal concetto che gli antibiotici non sono stati sviluppati per modificare il microbiota intestinale; anche perchè, quando sono stati scoperti si pensava a tutto tranne al microbiota. L’antibiotico è stato scoperto  a seguito della presenza di malattie infettive dominanti. Si pensi alla polmonite, la tubercolosi, che  erano malattie cusate da un patogeno; quindi l’ntibiotico nasceva per combattere l’agente patogeno. Che cosa abbiamo visto nell’ultimo periodo ? Abbiamo vissuto un’epoca di uso di antibiotici ad ampio spettro, in modo che qualsiasi tipo di batterio che causasse la polmonite lo si poteva uccidere. Cosa si è scoperto allora? Si è scoperto che il microbiota intestinale, il microbiota genito-urinario, il microbiota respiratorio, risente moltissimo degli antibiotici che la persona prende, e se utilizziamo antibiotici a ampio spettro andiamo  anche a demodulare il microbiota di  qusti distretti determinando la cosiddetta DISBIOSI, cioè a dire, facciamo perdere l’equilibrio. Per farmi capire, e soprattutto il sesso femminile, quando segue una terapia con antibiotici per un qualsiasi motivo,  si realizza una cistite da Candida, o una vaginite da Candida oppure nelle feci, si riscontra una candidosi fecale. Ebbene, il problema è proprio questo, e cioè, che se andiamo a causare una Disbiosi; ovvero, un’alterazione della flora intestinale,  un antibiotico ad ampio spettro può fare abbassare la specie batterica di questo microbiota, e a quel punto, la candida, che fra l’altro è sempre presente, sale. Quando viene trovata la candida in un esame di laboratorio non è che la candida non c’è e il trovarla vuole significare che trattasi di un patogeno, n no, la candida c’è sempre ed ha pure delle funzioni probabilmente anche buone per l’organismo perchè i miceti presenti nell’apparato digerente, nell’apparato genito-urinario, servono, in qualche modo a controllare l risposta Immune. Il problema è, che se si abbassano troppo le comunità  batteriche possono sovracrescere  le micotiche, pr cui, anche quà dobbiamo porci cento volte il problema prima di fare un antibiotico, e soprattutto evitare delle terapie antibiotiche immotivate. Chiaramente, se c’è un patogeno, va dato l’antibiotico, ma la cosa più importante è dare l’antibiotico target; ovvero, l’antibiotico bersaglio per quel tipo di agente patogeno. Calcolate ad esempio un antibiotico prodotto in Italia che si chiama Rifaximina( ometto il nome commerciale ), e che trova impiego soprattutto per l’apparato digerente perchè è un antibiotico non assorbibile; beh, si è visto che questa Rifaximina, oltre ad abbattere alcune comunità batteriche cattive, ne fa crescere alcune buone, propio perchè si è visto ch, molti antibiotici non hanno solo un effetto dannoso, ma possono, attraverso questa  modulazione di queste  classi di batteri o miceti, di fare crescere batteri buoni. E quà si pongono dei problemi. Ma gli antibiotici funzionano sempre abbattendo le classi oppure facendo crescere quelli buoni ?

Bene, voi pensate,  a quelli che erano una volta gli impianti di musica. C’era l’equalizzatore, e si aveva un suono perfetto, dovuto al perfetto equilibrio di tutte le tracce della musica. Ebbene, il microbiota è questo. Noi non possiamo pensare mai di abbattere qualche cosa, perchè le cose buone debbono rimanere alte.

Esiste un tipo di infezione molto pericolosa, che a volte consegue all’uso di antibiotici molto potenti, ed è l’infezione da “Clostridium difficile ” che provoca una diarrea devastante, soprattutto perchè questo Clostridium difficile è resistente a tutti gli antibiotici che abbiamo, e  colpisce soprattutto la popolazione fragine; cioè, non è un caso che nel nostro paese abbiamo in certi periodi delle vere e proprie epidemie di diarrea da Clostridium difficile nell’anziano, che di base, magari si nutre male, quindi, non dà da mangiare ai batteri buoni; e che magari spesso fa molte terapie che vanno a danneggiare il microbiota. Inoltre fa poco movimento. Ebbene, si è visto che l’anziano che ha un microbiota quasi sempre disbiotico( alterato ), se prende un antibiotico troppo potente può far crescere questa classe di Clostridium  particolare; ovverossia la specie”Clostridium difficile”. A questo punto è pur vero che bisogna dare un antibiotico per attaccarlo, ma anche, far si, che cresca il microbiota buono.

Calcolate che, quello che è emerso negli ultimi due anni, e che veramente lo si può definire un vero boom della medicina, è la possibilità che ci fornisc il trapianto del microbiota. Cioè, se noi non conosciamo ancora il microbiota e lo vogliamo rimodulare; beh, una possibilità è il trapiantarlo : un microbiota buono in una persona che lo ha danneggiato. A mio avviso, oggi, e lo ritengo pratica clinica  molto importante, in caso di diarrea Clostridium difficile a resistenza a tutti gli antibiotici, e dove il medico non ha alcuna alternativa per questi pazienti; fra l’altro, in molti anziani destinati a morire, è quello di effettuare in questi pazienti il trapianto del microbiota di un soggetto sano; e su questo, in Italia, si sta molto lavorando.

Voglio ancora dire, che impiegare un antibiotico funziona nel 20% dei casi; ovvero 2 su 10, mentre fare il trapianto la guarigione si assesta in  9 su 10 casi. Ognuno può dire:”Ma se io cambio il microbiota in un paziente con diarrea devastante lo posso fare in altre malattie, visto che il microbiota c’entra ? Per esempio in soggetti diabetici, obesi. Posso cambiare il microbiota da uno magro ad uno obeso per farlo calare di peso ? Posso cambiare il microbiota da uno sano in uno con colite ulcerosa, o magari, da un soggetto sano e assolutamente sereno in una persona con disturbi  del comportamento ?” Ebbene, questa sembra essere la grande sfida del prossimo triennio. Certo, sulla carta si, prò è anche vero che dentro al microbiota ci potrebbero essere dei patogeni che non si conoscono; perciò, pensare di trapiantare il microbiota o pensare di modularlo troppo se non lo conosciamo ancora bene potrebbe essere pericoloso. Calcolate che in una malattia da Clostridium difficile non ci sono alternative. La maggioranza di questi soggetti può andare incontro  a morte, per cui il trapianto in questi casi; come si dice in medicina in termini poco allettanti è ” Costo -efficacia”. Fare il trapianto di microbiota in altre malattie non letali, può essere pericoloso e non ci si può meravigliare per questi soggetti che a distanza di 5-10 anni potrebbero  aver preso virus, miceti sconosciuti. Quindi, è questa un’area piena di possibilità di ricerca, piena di sfide e anche pina di potenziale pericolo.

A voler toccare la relazione che c’è tra cervello e apparato digerente, credo sia fondamentale sapere che cervello e apparato digerente siano accomunati da qualche cosa; tutti e due hanno un enorme numero di terminazioni nervose. Nell’apparato digerente c’è un sistema neuroenterico, che è fatto da tantissime fibre neurologiche in comunicazione col cervello; e questo perchè? Bene, si calcoli ciò che deve fare l’apparato digerente. Esso deve assorbire tutto quello che noi assumiamo, che mangiamo, decidere cosa prendere, fornirne una parte al fegato; e questo asse, Fegato-pancreas-intestino deve continuamente e senza sosta alcuna, prendere, spacchettare e ricostruire, quindi è veramente un sistema altamente complesso che  è alla base della vita e della sopravvivenza di una persona. Si è visto, che questi due cervelli, comunicano, ed il microbiota è in grado di  comunicare col cervello centrale tramite tutta una serie di neurotrasmettitori, di sostanze che  produce e tutta una serie di meccanismi ancora in parte conosciuti. Però si è visto che negli animali, ad esempio, se prendiamo un animale e gli facciamo fare  determinate azioni fin quando le impara e prendiamo il microbiota di questo animale e lo mettiamo in un altro animaletto, che non ha mai fatto quelle azioni, l’animaletto è in grado di fare automaticamente quelle stesse funzioni. Praticamente è come se  il microbiota intstinale conduca anche dei tratti di personalità, e quindi è facile capire che è a questo punto che tutte le nostre conoscenze o una buona parte delle nostre conoscenze possono essere rimesse in discussione. Cioè, la vera forza dello studio sul microbiota intestinale è stato quello di aver fatto capire che all’interno del nostro organismo abbiamo un nuovo organo che ha delle funzioni fondamentali per proteggerci dalle malattie, come pure essere cause di malattie, e che i ricercatori stanno studiando con estremo impegno,

La cosa interessante è, che questo argomento non è, come può sembrare appartenente alla gastroenterologia, ma è un argomento di chi si occupa di diabete, di obesità, dei disturbi del comportamento, di chi si occupa di malattie neuropsichiatriche; insomma, non ci sono limiti. Inoltre, il microbiota si rivela essere organo altamente fondamentale e  responsabile nello sviluppo di tumori dell’apparato digerente, dove il microbiota  non sia come causa o come momento attivatore( come detto in precedenza  per l’Elicobacter pylori ). I dati che stanno emergendo sul tumore del colon-retto sono impressionanti. Sono pochi i modelli animali dove si può sviluppare il tumore in ambiente privo di batteri nell’apparato digerente: questi batteri sono fondamentali per lo sviluppo di tumori del colon, del pancreas, delle vie biliari, dello stomaco, dell’esofago; ovverosia, di tutti i distretti dell’apparato digerente. E questo deve far pensare a delle possibilità di studio per quest’organo volto a scoprire come curare il tumore dell’apparato digerente. Ma come modularlo questo microbiota ? Prima abbiammo accennato agli antibiotici, va bene si, ma bisogna conoscere meglio questi antibiotici per evitare di fare più danni che benefici. L’altra cosa fondamentale è sul come si può modulare il microbiota; sicuramente la dieta. Il microbiota è in grado di detrminare cosa assorbire di un pasto che stiamo assumendo; meccanismo, questo,  detto “effetto del 2° pasto”, cioè, se noi la mattina facciamo una colazione estremamente povera di fibre; si calcoli che il grosso del microbiota  vive nel colon, ed è chiaro che gli deve arrivare da mangiare; e cos’è il massimo per il microbiota del colon ? Sono le fibre, fondamentalmente quelle sostanze; frutta, vrdura, che non sono assorbite dall’organismo arrivano non assorbite nel colon. I batteri li utilizzano e le mangiano. La massima parte della massa fecale è fatta proprio di fibre non assorbite; perchè; voi pensate, che se noi prendessimo qualcosa che venga tutto assorbito; ad esempio una alimentazione fatta solo di riso che non ha fibre, è chiaro che la massa fecale non si formerebbe.

Pensiamo a quelle persone che dicono:” Ah, io sono stitico, non vado regolarmente di corpo!” e a costui chiediamo:” Mangi fibre ?” e lui risponde:” No, non ne mangio, mangio solo riso e pasta ” Beh, per forza non produce massa fecale. Quindi il microbiota va alimentato. Se esso viene alimentato al mattino con una colazione fatta di Yougurt e frutta, c’è tanta fibra, per cui il microbiota viene alimentato e quindi, nel pasto successivo che è il pranzo, il microbiota non richiede tanta energia e dice all’asse Fegato-pancreas-intestino-crvello:”Io sono stato alimentato, ho assorbito una parte di quello che sta entrando!” Ma se, di contro, nella colazione del mattino non gli diamo fibre, questo cervello mtabolico del colon dice agli altri organi :” assorbite tutto quello che sta entrando, perchè io non sono stato nutrito. Cosa vuol dire questo? Vuol dire, che il valore delle calorie secche di un alimento è molto relativo, perchè il nostro organismo può decidere, e lo fa anche tramite il microbiota intestinale su cosa assorbire del pasto che stiamo ingerendo. Pertanto, è facile comprendere che le conoscenze del microbiota faranno progressivamente saltare molte delle attuali conoscenze su quale sia l’alimentazione ottimale per nutrire quello specifico microbiota, per cui ci si può porre la domanda di quanti soggetti affetti da disturbi gastrointestinali se potrebbe essere utile lo studio del microbiota personalizzato, e quindi, tentare di modularlo.

Ebbene, per concludere, va considerato un dato molto importante e cioè, che questa è un’area in rapidissima evoluzione e bisogna avere da una parte del personale microbiologo brvi a saper caratterizzare  questo microbiota, molto professionali, competenti e che diano dei risultati estremamente attendibili e senza alcun commento.

UN NUOVO ORGANO NEL NOSTRO ORGANISMO: IL MICROBIOTAultima modifica: 2016-11-24T21:59:29+01:00da un_uomonormale3
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